mercoledì , 18 ottobre 2017

Se è precaria non è sanità. L’incubo inglese impone di muoverci

Lettera aperta del Coordinamento regionale IPASVI al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

Egregio Presidente,
la situazione di emergenza in cui operano molte strutture sanitarie del Lazio, impone di sollecitare un Suo immediato intervento per scongiurarne il blocco. La drammatica condizione degli organici infermieristici, più volte richiamata da questo Coordinamento dei Collegi IPASVI del Lazio, ha ormai superato il livello di criticità, pregiudicando la qualità dell’assistenza e alimentando oltremisura il fenomeno della disoccupazione infermieristica e del precariato. Eppure in molte strutture sanitarie del territorio i servizi vengono drasticamente ridotti se non chiusi per la grave carenza di infermieri. L’ultima proroga dei contratti a termine che ha riguardato migliaia di operatori sanitari non può bastare ad arginare la crisi in atto. Serve una soluzione rapida e definitiva, superando il blocco del turn-over, stabilizzando i precari ed aprendo le procedure per l’arruolamento di nuovo personale. D’altronde lo scenario che abbiamo di fronte è quello che sta investendo in questi mesi il sistema sanitario britannico dopo i tagli agli organici medici e infermieristici degli ultimi anni, con gli ospedali che non hanno coperto i posti vacanti, indagati per gli alti tassi di mortalità e finiti al centro di scandali che hanno scosso fortemente l’opinione pubblica. Un’esperienza che ha indotto i principali stakeholder della sanità britannica a chiedere al Governo di introdurre nuove leggi affinché gli ospedali garantiscano i livelli minimi di personale. La nostra sanità regionale ha un bisogno disperato di infermieri. La crisi finanziaria del SSR non può continuare a penalizzare così duramente i servizi, nessun cittadino deve subire disagi o rischi a causa della carenza di operatori qualificati. Perciò La invitiamo caldamente ad intervenire affinché la Regione Lazio attivi un confronto istituzionale ed ascolti il nostro grido d’allarme, quello dei sindacati e dei cittadini per valutare la reale possibilità di incrementare rapidamente gli organici infermieristici nei servizi ospedalieri e territoriali. E’ altrettanto importante assumere provvedimenti urgenti e straordinari per scongiurare il rischio di chiusura delle sedi di formazione infermieristica, schiacciate da una crisi non più sostenibile a causa della mancanza di trasferimenti di fondi regionali dedicati. La preparazione di base dei futuri infermieri non può essere dettata da una logica prettamente finanziaria, specie se questo vale solo per una categoria. E ciò accade nonostante il notevole apporto economico che gli studenti dei corsi di laurea in infermieristica forniscono con le loro tasse alle università. Alle sedi convenzionate non pervengono finanziamenti per l’attività di formazione e queste, con le scarse risorse residue, non riescono a garantire servizi e strutture adeguate, necessarie per una buona qualità formativa. Un circolo vizioso che si traduce in un tasso di abbandono dei corsi che sfiora ormai il 30%. Servono quindi provvedimenti finanziari adeguati, mirati e vincolati per questo tipo di attività assolutamente strategica. A ciò si aggiunge l’inaccettabile assenza di riconoscimento giuridico, contrattuale ed economico per i professori di Infermieristica a contratto e per i tutor che, con grande abnegazione, offrono un contributo straordinario alle nuove generazione di infermieri garantendo quotidianamente le attività formative nelle sedi universitarie e negli ospedali. Considerata la consistenza delle iscrizioni ai corsi di laurea, le università di Roma e del Lazio ricavano entrate ingenti dagli studenti infermieri pur investendo molto poco sull’infermieristica. Uno squilibrio assai pericoloso che va subito corretto anche con l’intervento della Regione con tutti i mezzi possibili ivi compresi i protocolli d’intesa che vengono sottoscritti dalle due istituzioni. Per quanto esposto, la comunità infermieristica del Lazio Le chiede di esercitare i Suoi poteri di Commissario Straordinario alla Sanità per affrontare con la massima urgenza e determinazione le emergenze rappresentate e sollecita la costituzione di un tavolo di confronto per collaborare all’individuazione delle più idonee soluzioni a tali spinosissimi problemi.

Confidando in un Suo intervento risolutore, Le invio cordiali saluti.

  • Il presidente del Collegio IPASVI di Roma e del Coordinamento Regionale Dott. Gennaro Rocco
  • Il Presidente del Collegio IPASVI di Frosinone Dott. Paolo Masi
  • Il Presidente del Collegio IPASVI di Latina Dott. Maurizio Vargiu
  • Il Presidente del Collegio IPASVI di Viterbo Dott. Mario Curzi
  • La Presidente del Collegio di Rieti Dott.ssa Felicia Stagno

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