mercoledì , 13 dicembre 2017

Stop alle ferite da taglio e punta negli ambienti sanitari. Dal Governo mano pesante per chi non tutela la salute degli operatori

Stop all’utilizzo non necessario di oggetti taglienti o acuminati nelle strutture sanitarie. Fornitura di dispositivi medici dotati di meccanismi di protezione e sicurezza e applicazione di sistemi di lavoro sicuri. Ancora, attuazione di procedure di utilizzo ed eliminazione sicure di dispositivi medici taglienti e divieto della pratica di reincappucciamento manuale degli aghi, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, vaccinazione, informazione e formazione. Scattano così, con un Dlgs di recepimento della direttiva Ue 2010/32/CE presentato oggi in prima lettura in Consiglio dei ministri, le regole per garantire la massima sicurezza possibile negli ambienti di lavoro sanitari, grazie alla prevenzione delle ferite provocate da tutti i tipi di dispositivi medici taglienti (punture di ago comprese) e alla protezione dei lavoratori a rischio nel settore ospedaliero e sanitario.

Un fenomeno, quello delle ferite e delle punture o tagli accidentali che, secondo la relazione al provvedimento coinvolge ogni anno in Europa circa un milione di operatori (in Italia sarebbero 130mila), soprattutto in servizio nei reparti di degenza.

La formazione

L’obbligo di provvedere alla sicurezza è del datore di lavoro che deve assicurare che il personale sanitario (ma anche gli studenti che seguono corsi di formazione e i sub-fornitori) sia formato e dotato di risorse adatte a operare in condizioni di sicurezza, deve adottare misure per eliminare o contenere al massimo il rischio di ferite e infezioni sul lavoro grazie a una politica globale di prevenzione che tenga conto delle tecnologie più avanzate, creare le condizioni per favorire la partecipazione attiva dei lavoratori e dei loro rappresentanti all’elaborazione delle politiche globali di prevenzione e non supporre mai come “inesistente” un rischio, ma dare sempre alle misure di prevenzione un ordine di priorità – che la stessa direttiva indica – per eliminare e prevenire i rischi e creare un ambiente di lavoro sicuro, con la collaborazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Eliminazione dei rifiuti contaminati

Oltre a evitare i dispositivi taglienti e acuminati il Dlgs mette tra i compiti del datore dei lavoro quello di eliminare “in sicurezza” rifiuti contaminati con sangue e materiali biologici a rischio, grazie a contenitori ben segnalati e tecnicamente sicuri per la manipolazione e lo smaltimento di dispositivi medici taglienti e di materiale da iniezione usa e getta. Che dovranno essere il più vicino possibile alle zone in cui sono utilizzati o depositati oggetti taglienti o acuminati.

Obblighi in caso di ferita

E se qualcuno si ferisce, è necessario mettere in atto meccanismi che garantiscano cure immediate, compresa la profilassi post-esposizione e gli esami medici necessari e anche, in caso di necessità, l’assistenza psicologica. Il datore di lavoro dovrà assicurare poi la corretta notifica e il monitoraggio degli eventi per implementare le misure di prevenzione, garantendo la riservatezza per il lavoratore.

Le sanzioni

Previste anche sanzioni per i datori di lavoro inadempienti che potranno essere arrestati da tre a sei mesi o con puniti amministrativamente con multe da 2.740 euro a 7014,40 euro per non aver valutato bene i rischi e non aver previsto misure di prevenzione specifiche.

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